Il 23 dicembre 1978 Mario Scuderi si trova su un volo di linea Roma-Palermo, in viaggio per tornare dalla famiglia in vista delle festività natalizie. Il percorso dell’areo di Alitalia è regolare fino alle 00:38, quando sparisce dai radar. Verrà ritrovato diverse ore dopo da alcuni pescatori, corsi in soccorso in mare per i pochi sopravvissuti.
Mario Scuderi è uno dei cosiddetti “morti presunti”, 108 persone che non fecero mai ritorno a casa quella notte, lasciando familiari e amici nel profondo dolore e nel caso di 17 vittime neanche un corpo da piangere. Numerose le contraddizioni venute alla luce successivamente, fatte di malfunzionamenti, false ipotesi, vicoli ciechi.
Accanto al dolore restano molte domande che Maria Cristina Scuderi, figlia di Mario, continua a porsi e che riportiamo integralmente, facendole nostre:
“Cresco e ho tante domande: come sono morti quei 108? Cosa è successo a quell’aereo? Chi c’é in aria quella sera sopra Punta Raisi? E che aeroporto è Punta Raisi, primo per pericolosità in Italia? Perché lo è? Perché cocaina e dollari transitano sul nastro bagagli proprio di questo scalo come aveva scoperto Boris Giuliano? Cosa diceva Peppino Impastato sugli interessi politico-mafiosi di questo aeroporto? E perché in un piccolo spazio di cielo sopra Palermo il 1972 e il 1980 “cadono” tre aerei civili? Su questa storia ci hanno raccontato così tante cose diverse che è praticamente impossibile trovare la verità; al contempo ci hanno raccontato così poco che è impossibile ricordare che sia accaduta.“
Il 26 novembre 2025 il Comune di Palermo ha installato una targa commemorativa e messo a dimora un un albero di ulivo nei giardini di Villa Niscemi in memoria delle 108 vittime del disastro aereo di Punta Raisi.
Il Centro Studi Paolo e Rita Borsellino esprime la propria vicinanza a tutti i familiari delle vittime della strage di Punta Raisi e, in particolare, a Maria Cristina Scuderi, socia della nostra associazione. A quarantasette anni da quella tragica notte, il loro impegno tenace nel chiedere verità e giustizia rappresenta un richiamo costante alla memoria e alla responsabilità civile di tutti.




